Manager 4.0 od approccio tradizionale?
Nelle scorse settimane si è tornati a parlare di manager 4.0, nel corso dell'assemblea annuale di Federmanager[1]. In particolare come ha più volte sottolineato nel suo intervento il presidente Giacomo Gargano, riemerge il concetto di intelligence applicato all'economia ed alle imprese. «Diventa determinante – ha dichiarato - avere un sistema di intelligence economica efficiente e strutturata come strumento strategico di gestione che consenta di raccogliere dati e informazioni per individuare opportunità e minacce per lo sviluppo del business. Questa operazione richiede una presa di coscienza da parte di tutti gli attori coinvolti perché in molte nostre aziende, soprattutto le piccole e medie, non è ancora avvenuto questo cambio di passo nel riconoscere il ruolo strategico dell'intelligence economica, la cui funzione istituzionale e aziendale è nobile, non tanto per la capacità di incrociare dati e informazioni, ma per la sua arte di analizzarli e trasformarli in decisioni pertinenti e strategiche. "Per aiutare le piccole e medie imprese abbiamo individuato le competenze necessarie per sostenere la loro crescita, specie quelle digitali, e abbiamo messo a punto un progetto di formazione pensato dai manager per i manager, finalizzato alla certificazione delle competenze dei colleghi come referenza da offrire ad aziende e istituzioni. Un servizio che punta alla valorizzazione del ruolo manageriale, ribadendo il rapporto di partnership tra i manager e il sistema industriale basato anche sulle competenze distintive. "Finora sono stati certificati 208 dirigenti, 300 entro la fine dell'anno. E' stata posta l'attenzione su quattro figure chiave: innovation manager, temporary manager, manager di rete ed export manager. Ora chiediamo alla politica di dare seguito ai passi compiuti per dare a Roma le opportunità che merita e le venga riconosciuto il ruolo di traino nella crescita della regione e del paese». Nel corso dell'assemblea è stato ricordato il processo di creazione di una banca dati, chiamata digitale dell'imprenditore, definita un patrimonio informativo a portata di tutti. Pur riconoscendo anche l'importanza anche di questo tipo di progetti io sono più legato ad un approccio tradizionale nella gestione di un'azienda, altrimenti c'è il rischio di un'eccessiva influenza di questi dati provenienti dall'esterno con un'ulteriore conseguenza: lo studio di questi fattori informativi riduce il tempo di lavoro ed aumenta la rilevanza della teoria. Come forma mentis io invece sono molto più operativo. Per studiare la realtà economica esistono apposta le scuole e le università: poi è con la pratica che si acquisisce anche la teoria. Solo vivendo davvero la realtà ordinaria di un'azienda come i suoi stabilimenti ed il reparto produzione che si potranno acquisire le conoscenze e le competenze più importanti.