Green Holding, internazionalizzazione e mercati emergenti
Green Holding ha intrapreso con decisione la strada dell'internazionalizzazione con l'apertura di relazioni commerciali in nuovi e promettenti mercati. Un obiettivo ambizioso che il gruppo riuscirà presto a raggiungere. Per farlo con successo occorre innanzitutto instaurare relazioni con gli investitori internazionali partendo da una situazione finanziaria di gruppo che sia consolidata. E questo è il nostro caso. Occorre quindi individuare quei mercati dove penetrare grazie soprattutto al nostro inimitabile know-how. In particolare stiamo guardando con interesse ai paesi arabi ed all'est europeo dove abbiamo rilevato una interessante prospettiva business dovuta all'arretratezza industriale in campo ambientale di questi mercati dove noi vorremmo trasferire la nostra tecnologia. Si tratta di paesi infatti ricchi di manodopera ma poveri di tecnologie all'avanguardia. Non manca la concorrenza di altre imprese che perseguono lo stesso obiettivo ma noi partiamo decisamente avvantaggiati grazie a quel know-how di cui parlavo poco fa.
Per il consolidamento di relazioni internazionali durature, è fondamentale il ruolo di interlocutori affidabili che magari vivano proprio in quei Paesi, una sorta di nostri partner industriali sul posto in grado di conoscere e decifrare ogni dinamica di quel sistema. Per fortuna le legislazioni di questi mercati emergenti tendono non solo a favorire lo sviluppo di investitori esteri ma anche ad incentivarlo, cosa che purtroppo in Italia accade molto di rado. Le politiche di questi Paesi cercano in tutti i modi di attrarre investimenti senza tutta quella burocrazia con cui ci troviamo a combattere in Italia dove anche in questo momento la fase di stallo a livello politico-economico non offre nell'immediato particolari prospettive. In campo ambientale, in Italia, ci sarebbe bisogno della realizzazione di nuovi impianti visto che quelli attuali non sono sufficienti a soddisfare il fabbisogno nazionale. Anche perché stiamo parlando di un settore dove l'occupazione non manca non solo nella fase di partenza di un impianto ma anche durante la sua realizzazione. Come dicevo nel precedente articolo c'è da vincere la resistenza dell'opinione pubblica ed una certa disinformazione che dipinge i gruppi industriali del settore come i responsabili dell'inquinamento quando è vero l'esatto opposto: noi lavoriamo per rendere il rifiuto più pulito e meno impattante possibile, a vantaggio dell'ambiente e della comunità.